
Nato a Maubeuge nel 1986, in una famiglia in cui la danza circolava come un linguaggio familiare, Sofiane Chalal sale molto presto sul palcoscenico. Formatasi nell’hip-hop, nutrita dalle battle, dai concorsi e dalle figure di riferimento delle culture urbane, la sua ricerca sviluppa una fisicità singolare — densa, precisa, abitata — che lo conduce sulle scene internazionali.
A partire dal 2015, entra nel campo della creazione contemporanea come interprete e afferma progressivamente una propria scrittura artistica. Fonda la compagnia Chaabane e crea Ma part d’ombre nel 2022, un solo diventato un punto di riferimento nel suo percorso e già rappresentato più di 150 volte.
Questa doppia appartenenza — l’energia grezza dell’hip-hop e la profondità drammaturgica del contemporaneo — costituisce oggi il cuore della sua scrittura.
Sofiane Chalal appartiene a quella generazione di coreografi che ridefiniscono i confini del corpo danzante. Ogni movimento porta con sé il mondo: il suo peso, il suo respiro, le sue resistenze, i suoi bagliori di luce.
Le sue creazioni esplorano quella zona mutevole in cui la forza incontra la fragilità, in cui l’umorismo convive con la gravità. A distinguerlo è il suo modo di intendere la danza come un atto di riparazione: uno spazio in cui il corpo, spesso assegnato a un ruolo o ridotto alla propria apparenza, ritrova la propria potenza simbolica, fisica e sensibile.
Con XXL, estende questa ricerca a un ensemble di cinque interpreti dalle traiettorie e dalle fisicità singolari, riuniti in una stessa energia di presenza, virtuosismo e leggerezza condivisa. La creazione interroga il modo in cui le nostre società modellano lo sguardo rivolto ai corpi, e come la scena possa diventare un luogo di trasformazione piuttosto che un luogo di giudizio.
Il lavoro di Sofiane Chalal non parla né di inclusione né di rivendicazione: propone l’incontro. Un incontro con altri corpi, altri immaginari, altri pubblici — in Francia come a livello internazionale — là dove le norme cambiano e le sensibilità si spostano.
Attraverso le sue creazioni, inventa una danza che sposta lo sguardo, apre il campo delle possibilità e afferma che il movimento è uno spazio di libertà.
È artista associato al Manège Maubeuge, Scène nationale transfrontalière.
Dal 2025 è sostenuto da SUN – Pôle International de Production et de Diffusion en Hauts-de-France.
