Lockdown Memory


Lockdown Memory vuole portare in scena tutto il processo di lavoro intrapreso nel progetto Beyond Borders, rendendolo protagonista assoluto di una narrazione che mette insieme appunti testuali, note visive, partiture fisiche e musicali, registrazioni delle conversazioni in zoom e scene di vita quotidiana degli artisti internazionali coinvolti.

Frammenti drammaturgici in divenire che rimbalzano nelle pareti di una stanza asettica in cerca di un unico spiraglio, di quella finestra virtuale aperta su un mondo, che ha dovuto marcare i propri confini, chiudersi a causa delle misure imposte per limitare la pandemia, ridisegnando una nuova geografia mondiale. 

Seduti alle proprie scrivanie, postazioni dalle quali il progetto è partito, i due attori curano anche la regia video, evocando in scena i diversi momenti e le situazioni vissute prima e durante il lockdown. Attraverso azioni fisiche fortemente simboliche ed essenziali, i performer interagiscono con i contenuti video, artistici e documentari, proiettati su un fondale che è anche uno schermo virtuale, un enorme computer in cui viene preservata questa memoria globale collettiva generata dalla pandemia. 

Iper connessione e isolamento, condivisione e solitudine condizionano l’andamento del tempo in scena che, come nella realtà, sembra aver assunto ormai un’altra dimensione. Lo spazio si compone di differenti tasselli che formano un mosaico di immagini: dai riquadri di luce di 1 metro per 1 metro, che delimitano il raggio di azione degli attori dal vivo, a quelli digitali, in cui i performer internazionali lanciano i propri messaggi attraverso il video.

La composita drammaturgia multilinguistica fa emergere la delicata situazione sociale dei differenti paesi coinvolti: dalle proteste del movimento Black lives matter negli Stati Uniti alla rivolta sociale in Cile, dall’esodo di massa dalle megalopoli indiane al ritorno alla normalità, dopo la tragedia, nella città di Wuhan in Cina, dall’appello iraniano a cessare l’embargo in Iran alla finestra sul paesaggio in Appennino, da dove ci parlano gli ideatori del progetto.

Una conferenza – spettacolo in grado di raccontare la complessità di un progetto innovativo in cui si intrecciano teatro, danza, video arte e film documentario. 

Regia e drammaturgia Anna Dora Dorno
Testo originale Nicola Pianzola

Performer in scena Anna Dora Dorno, Nicola Pianzola

Performer in video Sun Young Park – COREA DEL SUD, Juliana Spinola – BRASILE, Anuradha Venkataraman – INDIA, Cecilia Seaward – USA, Jesus Quintero COLOMBIA, Ana Gabriela Pulido – MESSICO, Maham Suahil – PAKISTAN, Jialan Cai, Yuwei Jiang – CINA, Danial Kheyrikhah – IRAN

Musica originale Riccardo Nanni

Drammaturgia video Anna Dora Dorno, Nicola Pianzola

Disegno luci Anna Dora Dorno, Mattia Bagnoli

Residenze Artistiche La Città del Teatro – Fondazione Sipario Toscana Onlus | Accademia Perduta Romagna Teatri | RAT Residenze Artistiche Toscane

Con il sostegno di Accademia Perduta / Romagna Teatri | Teatro delle Donne

25 LUGLIO 2026 h. 21.00
The Globe Performing Space – Valsamoggia
Costo del biglietto : 10 euro
Ridotto: 8 euro


Note sulla compagnia

Instabili Vaganti è una compagnia di teatro contemporaneo e performing arts fondata nel 2004 a Bologna da Anna Dora Dorno e Nicola Pianzola. La sua ricerca intreccia teatro fisico, drammaturgia originale, pratiche vocali, video, nuove tecnologie e indagine antropologica. Attiva a livello internazionale, la compagnia ha presentato i propri progetti in numerosi Paesi, sviluppando spettacoli, residenze, workshop e percorsi di formazione. Il lavoro della compagnia esplora il rapporto tra corpo, memoria, identità e società, dando vita a creazioni sceniche dal forte impatto visivo, poetico e politico.