Stracci della memoria – Il Rito
La performance è la più rappresentativa del progetto, il risultato di un continuo lavoro di ricerca e di elaborazione di materiali performativi provenienti dalla tradizione Italiana e mediterranea e dalle culture dei paesi in cui il progetto è stato ospitato: Corea, Messico, Armenia. Una composizione originale di musica dal vivo, azioni, canti e videoproiezioni che si compone di volta in volta in modo unico e originale in base al contesto e il luogo in cui si svolge lo spettacolo. La scena si struttura in uno spazio che assume il valore simbolico di giardino sacro: tre cerchi di luce nei quali troviamo elementi distinti: roccia, terra, riso. Tre colori essenziali: bianco, rosso e nero. Tre spazi che agiti dai performer con intense azioni fisiche e vocali. Tre video-proiezioni in cui appare una donna sposa, madre, vedova, che rappresenta i tre concetti fondamentali del cammino umano: vita – pathos – morte. Il sogno della sposa Performance
La performance prevede la proiezione di un video e l’azione congiunta di due performer, seguendo un percorso di integrazione tra i media e il corpo vivo dell’attore attraverso i quali vengono indagate le dimensioni di spazio e tempo. I movimenti dei performer, reali e virtuali, perché espressi dal vivo e in video, appaiono intimamente connessi tra loro, avvengono in sincronia seguendo un percorso che porta al risveglio del corpo e della parola in letargo. L’uomo si riappropria della sua stessa memoria, risvegliata dal liquido che come quello amniotico gli attraversa le membra. Ha inizio così un’azione in cui il corpo si riappropria della sua energia e della pienezza dei suoi ricordi che si concretizzano in parole sconnesse e agitate in principio che si trasformano progressivamente in poesia pura, impressa sullo schermo nero della dimenticanza. Trilogia della memoria Video installazione
L’installazione è composta da tre proiezioni video simultanee che vanno a disegnare 3 spazi della memoria differenti, coinvolgendo attivamente l’osservatore nell’attraversamento di questi spazi/tempo. La musica che può essere eseguita dal vivo al pianoforte, scandisce i fasci di luce che tagliano la stanza buia andando a creare tre squarci nelle pareti, come se fossero aperture verso altre dimensioni della memoria. I video proiettati sono stati realizzati intorno a tre concetti di indagine della memoria: la memoria del corpo :: la memoria della carne :: il canto dell’assenza che sono i tre nuclei di ricerca del progetto. Stracci di memoria Mostra fotografica e installazione
Un letto di riso e di tronchi accoglie l’immagine della sposa impressa su tele di juta che formano una intricata trama, ciotole di sassi e di acqua, un lungo velo nero. Il Bianco è elemento fondante della scena, utilizzato per il suo valore di purezza e sospensione da cui ne deriva anche un carattere spettrale che rimanda ad una concezione orientale del bianco come colore del lutto. La presenza di un “non colore” dato dalla trasparenza delle proiezioni e dall’acqua rimanda al simbolismo del bagno battesimale e del resto, a potenziare questo tipo di metafora cristiana, vi sono la presenza del fantoccio di Juta che giace in un letto di riso e che introduce ad un’ulteriore sacramento: quello del matrimonio. Memoria rossa progetto fotografico
La memoria indagata in questo progetto fotografico è quella più immediata e veritiera che non ha bisogno di una dimensione razionale per essere rielaborata ed espressa. La memoria sotterranea che giace assopita nelle nostre viscere. La carne passa attraverso la dimensione del dolore e della lacerazione per essere richiamata prepotentemente alla vita. Gli scatti fermano l’istante della contorsione, trattengono il momento della sofferenza che esplode nel corpo, è corpo. Corpo e carne si confondono ed esprimono insieme un senso più alto di bellezza. L’estetica del corpo nudo, svelato nella sua essenza vitale, rossa, di carne e sangue. Il corpo sacrificato che rinasce a nuova vita, quella dell’arte.